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INFINITE POSSIBILITA’ DI COMPOSIZIONE FOTOGRAFICA

by Silvia Censi
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Quando si tratta di composizione, sembra impossibile esaurire gli argomenti. Ci piacerebbe che questo articolo fosse uno spunto per poterci confrontare e iniziare altri 1000 discorsi – che siano sulla composizione fotografica o più in generale.

La cosa a cui teniamo è continuare a trovare nuovi punti di vista e pensiamo che il modo migliore per farlo sia proprio partire da una nostra riflessione. Facciamo il primo passo verso il mondo della composizione e le sue possibilità. 😉

1 COMPOSIZIONE E ALTRE 1000

Le infinite possibilità di composizione fotografica, si basano su una ricerca che deve avere come caratteristica la sensibilità. Quella del nostro sguardo e di tutto ciò che abbiamo visto nella nostra vita.

Ogni singola esperienza ha contribuito a creare questa nostra visione: da quella volta in cui siamo rimasti davanti ad un dipinto per ore a quella in cui ci siamo persi nella bellezza della luce di un film; dai colori incontrati in un viaggio alle parole di un libro.

Gli oggetti (o props) che scegliamo di utilizzare su un set, sono come personaggi della nostra storia, sono protagonisti di ciò che andiamo a ricostruire. Lo facciamo basandoci sull’insieme di tutte queste esperienze, ed  è proprio questo che renderà la composizione unica – proprio come siamo noi.

PARLIAMO DI EQUILIBRIO

L’ insieme delle esperienze però non basta, c’è bisogno di allenare l’occhio al ritmo degli equilibri.

La composizione, come la fotografia, richiede esercizio continuo. Come se, nella ripetizione, fosse nascosto il segreto per immagini equilibrate.

Lo hanno fatto i grandi pittori e continuiamo a farlo noi fotografi. Disponiamo gli oggetti in milioni di modi differenti, alla ricerca di ciò che potrà apparire piacevole per i nostri occhi. Potrà sembrare strano o quasi psicotico ma da tutte queste prove e ricerche, nascono meccanismi interni che sono in grado di guidarci nelle composizioni future, rendendole fluide.

La ripetizione contribuisce a rafforzare la nostra sensibilità.

PRENDERE LE DISTANZE

Quando vogliamo creare una composizione fotografica, dobbiamo sempre ricordarci di osservarla anche da lontano, nel suo insieme.

Possiamo immaginarla come fosse la scena di un film; ma non cercando di comprendere il significato, provando invece a capire quali sono gli equilibri e i contrasti. Qual è il rapporto tra gli oggetti e il loro ruolo, se c’è qualcuno che cerca di rubare la scena agli altri, come interagiscono gli elementi con lo sfondo ecc.

Ogni singolo oggetto deve essere in grado di supportare l’insieme e renderlo armonioso a livello visivo e non solo narrativo/descrittivo.

Quello che accade se perdiamo di vista l’equilibrio d’insieme e ci concentriamo troppo sulla parte descrittiva, è che iniziamo a riempire le composizioni di milioni di dettagli, finendo per ottenere quasi un racconto a parole più che una fotografia. Certo, non ci sono le lettere, ma è tutto così ridondante che l’insieme generale risulta dispersivo e non cattura l’attenzione dell’osservatore.

Siamo convinti che l’eccessiva presenza di dettagli e oggetti tolga potere all’impatto di una fotografia.

Se hai avuto modo di vedere gli still life di Irving Penn, sarai d’accordo con noi: pochi oggetti ma in una perfetta armonia di forme e contrasti.

ALLORA COSA SERVE PER IMMAGINI EQUILIBRATE

Non esiste una formula magica per l’equilibrio compositivo.

Esistono invece milioni di studi sulla percezione che incrociati alla nostra sensibilità, ci danno la possibilità di arrivare a comporre in modo equilibrato. Poi entrano in gioco la curiosità, l’esercizio e la motivazione.

Se hai voglia di approfondire l’argomento puoi leggere l’articolo in cui abbiamo parlato di spazio negativo oppure quello dedicato allo storytelling fotografico.

Nel frattempo ti lasciamo con tre domande che puoi porti prima di comporre una fotografia:

  1. Cosa vuoi raccontare attraverso le composizioni fotografiche?
  2. Quanto sei disposto ad accogliere gli input esterni per trasformarli in tasselli per la tua creatività?
  3. Qual è la tua motivazione più profonda, quella che ti spinge ad utilizzare la fotografia come mezzo espressivo?

Se hai dubbi puoi scriverci e saremo felici di risponderti.

Cheers – Silvia e Pier

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